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Sguardi critici
Marco Sciame, pittore, disegnatore di fumetti, performer e ideatore di performance, come curatore della Mostra Collettiva “Premio Arte Aberto Quacquarini (6 settembre 2025 Serrapetrona – seconda edizione) presenta così l’artista recanatese Silvia Gatti “La mia pittura è il luogo dove si incontrano materia e memoria”, l’autrice esordisce così in suo scritto e credo ci sia già molto da ascoltare. L’acrilico non le basta e ama la velocità del gesto, la materia che il colore può generare in grumi che si ergono sulla tela base. Così con tecniche miste scruta soluzioni che vengono su come frammenti in cui si può evocare un tessuto, un’impronta, una scenografia originale, che identifica pur restando oscura nella pura definizione. Tutto sul fiore dell’intuizione, della decorazione di trasparenze e sovrapposizioni, di stampe che lavorano come “pelle sensibile che trattiene e rilascia frammenti visivi, trasformandoli in fondi evocativi”. Perché Silvia scrive, è abituata a farlo, cerca e ama la letteratura come anima del pensiero, come linguaggio capace di definire l’intima sensibilità, l’appartenenza al mondo creativo umano.
“Pitturare, per me è una forma di ascolto: dei materiali, del tempo e di ciò che, in silenzio, vuole emergere”.
L’autrice è così, che bisogno c’è di aggiungere altro. La leggi e l’opera si apre negli occhi, nei pensieri, la rivedi nelle righe, nella memoria, sembra che pitturi con la penna e che scriva con il colore.
La dimensione è tattile, simbolica, annuncia che non cerca la somiglianza, ma la presenza (e anche qui si avrebbe voglia di perdersi ancora di più in suo dipinto).
La superficie dove crea è luogo emotivo in cui segni, pennellate, pause e materia si ergono messaggeri, dove anche le imperfezioni reclamano diritti, dove è giusto perdersi e ritrovarsi. Ma comunque si è presenti.
“Custode di petali e sogni” è l’opera che presenta e misura cm 60x80, con tecnica mista e acrilici su tela.
Silvia è scenografa, pubblica libri, ama gli animali e la natura, il mare e la campagna. In tutto il suo mondo coltiva la necessaria sensibilità di curare e proteggere la curiosità, il piacere di tornare ad esplorare con fantasia.
Il gel printing è la nuova soluzione creativa che apre un nuovo mondo di possibilità, dove gesto, materia e stratificazioni, s’incontrano tra percezione, forma ed intuizione.
Trame astratte di sogni e ricordi, l’opera reclama tocchi veloci e toni brillanti, bisogna assecondare quell’impulso del momento che assapora l’attimo leggero del fare arte.
Ma l’opera racconta in lei anche l’identità femminile di fragilità e bellezza, di raffinatezza e luoghi infiniti, un senso di muta esistenza di meraviglia e colore.
Una dichiarazione d’amore alla sensibilità.
Poesia visiva o pagine d’immagini poetiche.
L’arte alla fine come spazio di libertà, di esperienza e di espressione, come la stessa autrice dichiara, nella volontà di trasmettere con la parola quello che l’occhio vede e di osservare un testo con il sogno di fuggire nell’immaginario visibile.
Quando un’opera si fa osservare e non si riesce a portar via lo sguardo, si è arrivati al magnetico equilibrio comunicativo. La donna nel suo mondo di trame alle spalle ha già scritto nel pensiero di chi guarda la migliore storia possibile, perché ora è da vivere l’astrazione del percorso fino a lei. Non per perdersi ma per ritrovarsi finalmente nel gusto di essere di nuovo circondato dalla bellezza protetta dal cuore sensibile.
L’opera che presenta ha il titolo di “Custode di petali e sogni”, misura cm 60x80 ed è una tecnica mista con colori acrilici su tela. Marco Rotunno, scrittore e curatore della mostra collettiva d’Arte Contemporanea “Basta Modestia!” Galleria Sangallo Tolentino 2026: “Per la celebrazione dell'8 marzo a Tolentino, la pittrice Silvia Gatti presenta la serie “ Copricapi dell'anima”, un percorso simbolico dedicato alla valorizzazione della figura femminile. Le opere sono realizzate con tecnica mista, gel printing e acrilico.
La superficie pittorica diventa sovrapposizione di stampe che rilasciano frammenti visivi, fondi evocativi, tessuti di trasparenze e trame raffinate, luoghi indefiniti, infiniti e tracce di memoria che danno vita a figure femminili che emergono come presenze stratificate, intense, portatrici di identità e visione. Una tecnica scenografica che non cerca l'assomiglianza, ma la presenza, un luogo emotivo capace di definire l'intima sensibilità femminile. I copricapi che adornano le protagoniste non sono ornamenti, ma dichiarazioni, corone interiori, mappe di forza, di sogni, di appartenenza.
In dialogo con il tema, tra virgolette, basta modestia, queste figure invitano la donna a riconoscersi, a uscire dalla discrezione imposta, a brillare senza timore.
Ogni quadro è un racconto visivo che attraversa culture, elementi naturali e richiami ancestrali.
È un omaggio alla pluralità del femminile, alla sua capacità di generare, trasformare, custodire.
Con questa serie, Silvia Gatti offre uno spazio di luce e riconoscimento, dove la donna possa essere vista, celebrata e finalmente libera di esistere nella sua pienezza.” Città di Ciminna Palermo 2026 VI Biennale di pittura contemporanea BellezzArtEstetica
“In forma di Donna” - Polo Museale ex Ospedale di Santo Spirito
Evento organizzato dalla Pro Loco con la Direzione artistica del critico d'arte dott. Massimiliano Reggiani: “Preferisce assemblare immagine e memoria, tracce di tempi remoti e vibranti cromatismi d’oggi. La relazione Donna/fiore diventa espressione della propria individualità, non è retaggio culturale, né decoro imposto ma estrinsecazione dell’io. Un’espressione così intensa da cancellare, frantumandola, la narrazione circostante. E’ un chiaro ritorno, in pittura, all’Umanesimo e alla solenne centralità del corpo.”
Tecnica mista su tela, gel printing e colori acrilici – 95 × 60 cm In Abbraccio floreale tecnica mista su tela, gel printing e colori acrilici – 95 × 60 cm si celebra la forza gentile e la complessità emotiva del femminile contemporaneo attraverso una visione poetica e multisensoriale. La figura femminile, distesa in un gesto di abbandono sereno, si fonde con un tripudio di fiori che non sono solo ornamento, ma estensione simbolica dell’anima. Il bouquet, ricco di rose, girasoli e margherite, diventa metafora di rinascita, memoria e trasformazione.
La tecnica mista, con stratificazioni di gel printing e acrilico, crea un tessuto visivo vibrante e stratificato, dove il reale e l’onirico si intrecciano. Il fondo, ricamato di motivi floreali e trame astratte in tonalità pastello, evoca un universo interiore che pulsa di bellezza, fragilità e resistenza.
L’opera si inserisce con grazia e potenza nel tema del femminile contemporaneo, offrendo uno sguardo che è al tempo stesso intimo e universale. La donna ritratta non è solo corpo, ma paesaggio emotivo, portatrice di luce, silenzio e fioritura.